Sulla costa occidentale

Sulla costa occidentale
Sulla costa occidentale  

Il bus che ci porterà sulla costa occidetale messicana alla volta di Puerto Escondito è un mezzo decisamente valido ed adeguato, sia nei servizi che nei prezzi. A distanza di 4 anni conservo ancora i biglietti e posso precisamente dire che il tragitto è costato 202 pesos. Non ricordo le ora di strada percorse ma siamo partiti da Oaxaca alle ore 23.00. All'interno dei pullman è risaputo che l'utilizzo dell'aria condizionata è spropositato e senza indossare un bel maglione si rischia di rovinarsi il viaggio congelandosi. Arriviamo a destinazione la mattina seguente svegliati da un panorama a dir poco surrealista. Dal finestrino il verde tropicale della costa urla e cattura il mio sguardo. Non vedo l'ora di scendere e fare un bel respiro! Quando finalmente i nostri piedi toccano il suolo di Puerto Escondito mi rendo conto che il "bel respiro" si fa faticosament. L'umidità è alle stelle ed il sole non ha la benchè minima pietà. Il tempo di prendere gli zaini e perlustriamo la zona. In questo 28 Agosto Puerto Escondito è deserta. Per le strade ci sono decine di negozi dediti al surf. Devo ammettere che questo mito italiano nato dal film di Abatantuono non rispecchia le aspettative. Puerto Escodito è un posto piccolo ma commerciale, le sue spiagge sono strettamente turistiche. Dopo aver riempito lo stomaco decidiamo di andare "più in li" a Mazunte. Un altra mezzora di pullman accompagnata dal fantastico panorama verde tropicale e giungiamo finalmente in questo paese che più che paese è un gruppo di case di legno messe qua e la nel bel mezzo della natura. Il giardino di Mazunte non è altro che una piccola porzione dell'Oceano Pacifico.

E' la prima volta che ho a che fare con un Oceano così grande. Le onde arrivano a diversi metri di altezza ed è quindi naturale che queste coste siano le più battute dai surfisti di tutto il mondo. Le onde quando si infrangono rendoo l'aria pesante ed umida.

Cerchiamo un ostello sulla spiaggia e troviamo quindi l'ostello di Juan Carlos dove con gran sorpresa e con immensa gioia incontriamo nuovamente Javier, Eva e Simon incontrati a Oaxaca nella tappa precedente.

L'ostello e dei più spartani ed anche dei più economici. Un'amaca per un dollaro! Certo la sistemazione è quella che è... una struttura in legno su due piani messa su da Juan Carlos stesso ma posso garantirvi che spendere una notte su un'amaca con la brezza dell'oceano che a pochi metri irrompe impetuoso è qualcosa di eccezionale. Il mio risveglio è stato particolarmente emozionante. Risvegliarsi in posti così "naturali" mi ha trasmesso una gioia di "essere" e di esistere eccezionale. "Essere" qui, a Mazunte, in un golfo dell'oceano costeggiato da una pianura che offre uno dei più bei belvedere visti mai in vita mia. Per raggiungere il belvedere è stato necessaria una semplice oretta di cammino dall'ostello. A farci compagnia c'erano i nostri compagni Javier, Eva, Simon ed altri due ragazzi del posto di cui sfortunatamente non ricordo il nome. Ricordo però che in mancanza di cartine questi ragazzi riuscivano a procurarsi il necessario per fare su una "sigaretta che fa ridere" con una semplice carta interna dei comuni pacchetti di sigarette. Si, si... proprio quella carta argentata. Con abilità riuscivano a separare la parte argentata dalla carta procurandosi la "cartina". Il belvedere è una sorta di mini-penisola sull'oceano immersa nel verde. Le fiancate di questa altura sranno state di diverse decine di metri di altezza e naturalmente è qui che abbiamo aspettato il sole immergersi all'orizzonte nell'infinità dell'oceano. Il ritorno senza luce tra la forestella che ci separava dall'ostello è stato abbastanza impegnativo ma allo stesso tempo emozionante.

Mazunte difficilmente compare sulle cartine, è molto piccola ma racchiude un atmosfera che mi ha lasciato i segni nel cuore. E' stato duro lasciare alle spalle questo piccolo paradiso ma il nostro viaggio prosegue e la prossima tappa è il Chapas e fremiamo dalla voglia di scoprirlo.

Shella
Shella
Traveler