Dopo varie tribolazioni passiamo da Miami per scalo. Il caldo appiccicoso ci da un'idea della latitudine a cui siamo giunti.
Qui in aereoporto i ristoranti sembrano quelli di Gardaland... a tema! La pizza margherita sa di peperoni.
Gli occhi sono pesanti. Stiamo arrivando, messico e nuvole!
Circa a mezzanotte arriviamo nella capitale messicana accompagnati dalla bella notizia: tre colli su quattro sono stati dimenticati da qualche parte da qualche stordito all'aereoporto di Miami. Solo lo zaino di Tzucky, che ha volato con un aereo differente dal gruppo, si è salvato.
Abbiamo aspettato in aereoporto "l'omino dell'ostello" che gentilmente, ma con i suoi tempi messicani, ci è venuto a prelevare per portarci all'ostello.
L'indomani ci troviamo sdraiati nel parco della capitale. Nella piazza principale, dove le bandiere più grandi che abbia mai visto sventolano nel cielo infinito di questa città enorme, incappiamo in un rito indiano che termina con la donazione a nostro favore di una quantità simbolica di ... sassolini! L'indiano sosteneva che gli esseri umani invece che scambiarsi del male dovrebbero scambiarsi cose semplici, come sassolini (senza fiondarseli addosso ovviamente...).
L'aria sa di pioggia e dopo esserci sfondati dei tacos per strada rientriamo in ostello. Se il conquilino di camerata si è lavato i piedi allora si riposerà mentre se i tacos avranno l'effetto che abbiamo messo in conto.. qualcuno passerà parecchie ore al cesso :-)